THIS IS THE INTERNATIONAL BLOG All battles against golf courses in the world
Questo è il Blog Internazionale del Global Antigolf Movement
Le Blog International du Mouvement Antigolf
In tutto il mondo contro nuovi campi Controversy golf news
Approvata ieri dal consiglio regionale della Sardegna la nuova legge pro golf di cui abbiamo ampiamente parlato in questo blog.Nella foto l'articolo di oggi 16 settembre 2011 del quotidiano Sardegna 24, con intervista ad Andrea Atzori.
I nostri post precedenti dedicati alla proposta di legge approvata ieri sono leggibili qui
Il quadro complessivo dei costi del progetto, nell'ipotesi di spesa massima, sarà pertanto il seguente:
2010
15 milioni come contributo per la costruzione dei campi;
2011
15 milioni come contributo per la costruzione dei campi, più 1,5 milioni per manutenzioni, e 3 milioni per la campagna pubblicitaria;
2012
1,5 milioni per manutenzioni e 2 milioni per la campagna pubblicitaria;
2013
1,5 milioni per la manutenzione più 1 milione per la campagna pubblicitaria;
2014
1 milione per la campagna pubblicitaria;
2015
1 milione per la campagna pubblicitaria;
2016
1 milione per la campagna pubblicitaria;
2017
1 milione per la campagna pubblicitaria.
La spesa totale dell'investimento della Regione, tra spese per investimenti a fondo perduto e spesa corrente, nel progetto sfiorerà pertanto la cifra di 45 milioni di euro, distribuita, non uniformemente, nei sei anni di durata.
Oltre a questi la Regione dovrà creare il fondo rotativo presso la SFIRS per i prestiti per un totale di altri 20 milioni.(fine citazione)
Unica piccola modifica è stata introdotta con l'eliminazione attraverso un emendamento di una pubblicità per il golf di 4 milioni di euro prevista nel testo originario.Per il resto- se abbiamo capito bene- il testo conserva la previsione originaria di tutti i restanti soldi pubblici (ovvero nostri) pari all'incredibile cifra 33 milioni di euro (come avete letto nella relazione sopra) per 20 nuovi campi.Alla faccia della crisi e dei disoccupati...
TRES CANTOS, 9 (EUROPA PRESS) Colectivos ecologistas y vecinales de Tres Cantos han celebrado este domingo una segunda marcha contra la construcción de un campo de golf en la localidad, a la que han asistido alrededor de 500 personas aproximadamente, según han señalado a Europa Press portavoces de la organización. A la manifestación han asistido familias con sus niños, algunas personas mayores y, sobre todo, jóvenes, que han sido los protagonistas de la concentración con lemas destacados como 'Golf No', 'Más conservación y menos campos de golf', entre otros. Además, los vecinos del municipio han apoyado la concentración desde los balcones de sus casas. Su objetivo es exigir la retirada del proyecto "por ser ambiental y socialmente insostenible para el municipio y para el Parque Regional de la Cuenca Alta del Manzanares". "El proyecto es insostenible, ilegal, socialmente injusto y todo un despilfarro económico", han insistido. La marcha ha salido a las 12 horas de la plaza del Ayuntamiento de Tres Cantos y ha recorrido varias calles del casco urbano durante unas dos horas. La manifestación ha sido convocada por ARBA, Asociación Ecologista del Jarama 'El Soto', Ecologistas en Acción, FRAVM, GRAMA, Jarama Vivo, Plataforma en defensa de las Zonas Verdes Públicas en Tres Cantos.
Il Global Antigolf Movement esprime disappunto per l'ennesima sparata progolf del Premier Berlusconi(vedi il video sopra).Il Sud ha bisogno di acqua non di nuovi campi costruiti con i nostri soldi.Rinnoviamo la richiesta per una moratoria nella costruzione a nuovi campi di almeno dieci anni e lo stop di ogni nuovo finanziamento pubblico per nuovi green.I campi da golf sono utili solo a pochi privati che fanno i loro interessi con soldi pubblici.
Marco Sarti All’esame della commissione Industria del Senato c’è un provvedimento del ministro Brambilla per incentivare la proliferazione di campi a diciotto buche, snellendo non poco le procedure di edificazione nelle aree naturali protette e nelle zone sottoposte a prescrizioni dal codice dei beni culturali. Al suo fianco un ddl di due leghisti per realizzare «strutture di ricezione turistica e residenziale nelle aree limitrofe ai campi da golf con procedure edilizie acceleratorie. Anche in deroga al piano regolatore vigente». Un business che fa gola a tanti, anche alla Cortina srl, la società che gestisce il campo della famosa località. Un elenco di soci niente male: da Vittorio Grilli a Guido Barilla, da Giuseppe Gazzoni Frascara a Carlo Vanzina, fino a Paolo Scaroni.
Taglio della spesa pubblica, semplificazione della burocrazia, riforme fiscali. Ma soprattutto, incentivi per la costruzione di campi da golf. La ricetta del governo per combattere la crisi economica è ampia e variegata. Tra le misure al vaglio del Parlamento, colpisce il provvedimento presentato dal ministro per il Turismo Michela Brambilla, attualmente all'esame della Commissione Industria del Senato. Un piano strategico per incentivare la proliferazione di campi a diciotto buche e sviluppare l’offerta turistica italiana. E siccome, va da sé, i turisti hanno bisogno di dormire, il ministro ha pensato bene di incoraggiare nello stesso ddl anche la costruzione di strutture ricettive annesse agli impianti sportivi. Il rischio di speculazioni è dietro l’angolo. Anche perché il provvedimento snellisce non poco le procedure di edificazione nelle aree naturali protette e nelle zone sottoposte a prescrizioni dal codice dei beni culturali. A salvaguardia delle bellezze paesaggistiche del Belpaese restano i vincoli previsti nei piani regolatori. A quelli, però, ci ha pensato un altro disegno di legge. Presentato dai leghisti Alberto Filippi e Mario Pittoni e all’esame congiunto della stessa commissione di Palazzo Madama. Una proposta finalizzata a snellire le procedure burocratiche per i costruttori di campi da golf (e non solo). Che prevede «la possibilità di realizzare strutture di ricezione turistica e residenziale nelle aree limitrofe con procedure edilizie acceleratorie. Anche in deroga al piano regolatore vigente». Una manna per tanti imprenditori italiani. Tra questi, anche i fortunati proprietari della Cortina Srl: la società che gestisce il campo dell’Associazione Golf dell’esclusiva località dolomitica. Un’azienda - raccontano in Veneto - che già da tempo sogna di ampliare lo splendido percorso dalle attuali nove a diciotto buche. Spulciando la lista dei proprietari di Cortina Srl - sede legale in via Fraina 14, capitale sociale di oltre 4 milioni e mezzo di euro - si resta stupiti. Più che un’azienda dedita alla «gestione di impianti sportivi finalizzati alla pratica del golf», sembra un club esclusivo. Ci sono decine tra i più noti esponenti del gotha finanziario del nostro Paese. Capitani d’industria come Giuseppe Gazzoni Frascara e Guido Barilla, rampanti economisti come Vittorio Grilli. Persino protagonisti della cultura nazionalpopolare come il noto regista di cinepanettoni Carlo Vanzina. Sarà stata l’aria di montagna. Forse la passione per l’attività sportiva più à la page del panorama olimpico (il golf sarà inserito nel programma dei Giochi di Rio del 2016). Fatto sta che negli ultimi tempi la lista dei soci proprietari di Cortina Srl è cresciuta a dismisura. E oggi arriva a contare circa 150 nomi. L’elenco non può che partire - almeno in termini di prestigio - da Vittorio Grilli. Già membro dei consigli d’amministrazione di Bnl, Enel e Alitalia, dal 2005 è il direttore del Tesoro. Stando alle indiscrezioni di Palazzo, sarà lui il prossimo governatore della Banca d’Italia. Per entrare a far parte del prestigioso club ha versato la quota minima: 18.100 euro. Ammonta a più di 70mila euro, invece, l’assegno staccato dall’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni. Consigliere di amministrazione di Assicurazioni generali, vicepresidente del London Stock Exchange Group, dirigente della Fondazione Teatro alla Scala e, a quanto raccontano, eccellente golfista. Mr Idrolitina Giuseppe Gazzoni Frascara, già presidente del Bologna calcio, ci ha messo 54mila euro. Il presidente del più famoso pastificio italiano Guido Maria Barilla, oltre 180mila. La lista continua. Ci sono anche l’amministratore delegato di Mediaset e Publitalia, il Cavalier Giuliano Adreani e l'editore del Secolo XIX Carlo Perrone (entrambi hanno versato 18.100 euro). Doppia quota, pari a 36mila euro, invece, per Andrea Riello (presidente dell’omonimo gruppo industriale) e per il re dei divani Pasquale Natuzzi.
Dal quotidiano La Nuova Sardegna dell'8 marzo 2011.
CAGLIARI. Venti campi da golf? Più che altro una mega speculazione edilizia in violazione al Piano paesaggistico regionale. Il Pd, dai banchi dell'opposizione, ha deciso di sferrare un attacco frontale al progetto di legge che la commissione Urbanistica sta per inviare all'aula del Consiglio regionale. La seduta della commissione presieduta da Matteo Sanna (Fli) è prevista per venerdì. Il nuovo scontro con l'opposizione potrebbe convincere la maggioranza di centrodestra a riaprire il dibattito, anche se le pressioni sulla politica sono molto forti perché il Consorzio di imprese che ha fretta di avviare l'investimento.«Ma una delle ragioni che ci induce a opporci con fermezza non alla realizzazione dei campi da golf ma allo spericolato aumento delle volumetrie - dice Gian Valerio Sanna (Pd), ex assessore all'Urbanistica - è proprio il fatto che si tratta di un progetto di legge che non rispetta i principi dell'astrattezza e della genericità, nel senso che non si possono fare leggi per un unico soggetto».Il Pd, tiene a chiarire Luigi Lotto, membro della commissione Urbanistica, non ha niente contro i campi da golf. «Anzi - spiega - abbiano visto con attenzione la proposta di legge dei Riformatori per il rafforzamento di questo settore nel pieno rispetto dell'ambiente». Nella prima fase di discussione, l'opposizione aveva criticato la previsione di contributi finanziari a favore degli imprenditori. Quel contenuto è stato immediatamente cassato. «Ma è successo che nella fase finale - racconta Lotto - la maggioranza ha radicalmente modificato l'imposazione del provvedimento, che ha assunto un carattere prettamente edilizio. Si pensi che le volumetrie, inizialmente secondo i parametri agricoli, sono stati moltiplicate per quattro. E non solo. Le residenze, vale a dire le seconde case, sono passate dal 25 per ento al 60 per cento. Altro che alberghi e club-house. Questa è una chiave per dare volumetrie in zone dove al momento non si possono realizzare. E' difficile non parlare di speculazione, è impossibile per noi non opporci a questo provvedimento, con ogni mezzo. Non è più quello che doveva essere, perché era stato presentato come un progetto per il golf, con alberghi e strutture di servizio». Non meno severo il giudizio di Gian Valerio Sanna. «Dietro questa legge - afferma l'ex assessore della giunta Soru - ci sono interessi colossali. E' il cavallo di Troia per aggirare il Piano paesaggistico regionale. E' un provvedimento illegittimo, perché il Ppr non può essere modificato con legge nella fascia costiera, dove insiste la maggior parte dei progetti».Nei venti campi da golf previsti dal Consorzio di imprese potrebbero essere realizzati, secondo i contenuti del progetto all'esame della commissione, ben 800 mila metri cubi di cemento. «Il Ppr - ricorda Sanna - consente di realizzare campi da golf nell'attica di una politica di miglioramenti ambientali, certo non si possono realizzare quelle volumetrie, che sono consentite solo dove già esistenti». Sanna torna sulle pressioni. «E' inaccettabile - dice - che un Consorzio di imprese ringrazi pubblicamente una commissione per il voto favorevole auspicando che il Consiglio faccia altrettanto. E' palese che ci sono interessi mirati».
Una firma pesante ed un impegno concreto.Davide Bono, consigliere regionale del Piemonte per Cinquestelle (il movimento di Beppe Grillo)ha sottoscritto on line la nostra petizione http://www.petizionionline.it/petizione/campo-da-golf-a-santa-maria-maggiore-no-grazie-/3571 per fermare la realizzazione del campo da golf di Santa Maria Maggiore e per negare ogni finanziamento pubblico al progetto in Val Vigezzo.Il consigliere regionale ha annunciato il suo impegno politico al fianco del Comitato locale per salvare la pineta in Val Vigezzo.
Ecco nella foto il modulo per la raccolta firme cartacea.Possono firmare tutti coloro che condivono le preoccupazione del comitato locale che si oppone alla realizzazione del camp da golf in Val Vigezzo (Piemonte), nel comune di Santa Maria Maggiore.
Ecco il testo:
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DEL VCO AL SINDACO DI SANTA MARIA MAGGIORE
I sottoscritti cittadini , Visto il progetto per la realizzazione di un campo da golf di 9 buche nel territorio del comune di Santa Maria Maggiore, in valle Vigezzo; Considerato che lo stesso andrebbe a devastare un'area boschiva di rilevante valore naturale adiacente al paese in una zona sottoposta a vincoli idrogeologici,paesaggistici e in parte a usi civici; Evidenziato che lo stesso è interamente finanziato da 700 mila euro di soldi pubblici; Esprimono la netta contrarietà alla realizzazione dello stesso e invitano tutti gli enti pubblici a negare le autorizzazioni alla realizzazione del campo da golf.
Ancora un campo, ancora proteste.Stavolta siamo in Piemonte, comune di Santa Maria Maggiore.L'articolo è di ieri 27 febbraio 2011 e Italia Nostra si schiera inequivocabilmente contro la realizzazione del campo da golf proposto. Contro la realizzazione del campo abbiamo lanciato una petizione popolare.Si può firmare direttamente a Santa Maria Maggiore o anche on line al sito http://www.petizionionline.it/petizione/campo-da-golf-a-santa-maria-maggiore-no-grazie-/3571
Il golf club del Libano, costruito in uno dei distretti più poveri di Beirut, è rinato dalle sue stesse ceneri, bombardato e distrutto nel 1982. Ora, però, alcuni ricercatori della CNN gettano ombre su questo piccolo angolo di paradiso. Il course è stato distrutto dai carri armati israeliani nel 1982 e, in seguito, ricostruito dopo un drammatico lavoro di bonifica. Eppure... eppure i giornalisti CNN hanno svelato la loro teoria secondo cui il golf club sarebbe in realtà una fossa comune che servirebbe come luogo di sepoltura per decine, forse centinaia di palestinesi massacrati. Il numero esatto delle vittime si aggira tra i 700 e i 2000 palestinesi e secondo Fisk, circa 800 sarebbero sepolti sotto l'erba delle 18 buche. L'autore di “Pity the Nation” sostiene che tanti siano i segreti nascosto dal course, pur nella consapevolezza “che a nessuno interessa scavare per scoprire la verità. I golfisti giocano e non pensano alla storia, a quello che è stato, a quello che ancora c’è da sapere”. Più morbida la posizione di Bayan Nuwayhed che, pur confermando che nella zona dove sorge il club siano stati commessi molto omicidi, spiega che "non si può assolutamente parlare di grande fossa comune". Pronta la risposta dei proprietari del golf che sostengono che nulla sia accaduto nella zona recintata, ma che il tutto sia sia sviluppato oltre le mura della club house. “La zona qua attorno – ha chiarito il presidente Jihad Husseini – è un vero cimitero all'aperto, ma il mio club è pulito”. Inanto, però, le iscrizioni latitano e il sig. Husseini ha proposto lezioni gratuite e costo di iscrizione di 40 dollari. Certo, in una zona colpita dalla guerra come è il Libano, il golf non puiò essere in cima ai pensieri delle persone che stanno lentamente tornando alla vita e alla normalità. Ma quest’ultima voce getta nuove ombre su un paese che forse ha solo bisogno di un po’ di luce...
Beirut, Lebanon (CNN) -- The southern, dirt-poor Beirut suburb of Dahiyeh holds many secrets. After all, this is Hezbollah's stronghold, the powerbase of the militant Shia Muslim organization that has dominated Lebanese politics in recent years. Bombed out buildings, destroyed during the Lebanon War in 2006, still litter the roadside. The whereabouts of the movement's leader Hassan Nasrallah, whose ubiquitous portrait stares back from countless road-side billboards, is unknown. But there is one secret that hides behind uniform gray walls, as if ashamed of its presence: Lebanon's only golf course. The Golf Club of Lebanon is an expanse of rolling greens and pristine fairways; state-of-the-art gyms and turquoise swimming pools; beautifully arranged flower beds and starched white polo tops, all in the midst of tightly-packed slums. The newly constructed headquarters of Al Manar, the television network of Hezbollah, considered a terrorist entity in itself by the U.S. government, sits next door. And like most things in Beirut, it is a survivor of a difficult past. Destroyed by Israeli tank tracks during their 1982 invasion -- an event recently revisited by Ari Folman's 2008 film "Waltz With Bashir" -- the course was rebuilt amid claims that underneath the grounds lay the graves of those killed in a massacre. "All the club was destroyed completely, we built the club up from zero," the golf course's greenkeeper Ali Hammoud told CNN while taking a break from fixing a sprinkler on the 15th hole. "The front nine took about seven or eight months, but the back nine took three years to rebuild. There were mines, there were some rockets and bombs, things like that, but the Lebanese army helped us remove all these things." While military detritus may have posed danger to those restoring the club from the rubble, it has been speculated the fairways are also the final resting place of a tragic tale. During the civil war we had tough time, but the members are a combination of all parties, sects and religions --Jihad Husseini, President Golf Club of Lebanon Some journalists suspect the golf course to be the site of a possible mass grave, dug after a massacre of Palestinian refugees by Christian militias following the 1982 invasion. The club vehemently denies these allegations. The slaughter of refugees at Sabra and Shatila began when the Phalangist Christian militia, then an ally of Israel, entered the Palestinian camps. The disputed death toll ranged from the official Israeli figure of 700, to the Palestinian Red Crescent figure of 2,000. At the time of the atrocity CNN reported that 800 bodies had been accounted for. Israel held its own inquiry, with the appointed Kahan Commission indirectly blaming then Defense Minister Ariel Sharon and top military figures for the massacre. Sharon, a future Israeli prime minister, was forced to resign. British journalist Robert Fisk, who wrote "Pity The Nation" about the 1975-1990 Lebanese civil war, has repeatedly claimed the golf course as the burial site of many of the missing bodies. "There are perhaps 1,000 murdered Palestinian civilians under the golf course near Beirut airport, dumped there by Israel's Phalangist allies after the 1982 Sabra and Shatila massacres," Fisk wrote in the British newspaper The Independent. "No one will dig them up. Golfers play without reflecting upon what lies beneath the verdant 18th hole." Others have agreed with the sentiment, though not the numbers: "I'm positive that dozens of people were buried there with the help of bulldozers. The bulldozers were used to get rid of the dead bodies," Dr. Bayan Nuwayhed al Hout -- author of "Sabra and Shatila: September 1982" "This particular spot [the Lebanon Golf Course], among other spots, were famous for the killings [and burials] inside big pits ... [but] there is no one big mass grave." The issue of mass graves is particularly contentious in Lebanon. Despite positive public pronouncements from Lebanon's government, including the president, urging movement of the issue there has been little action on uncovering the atrocities of the past. According to Amnesty International -- and given Lebanon's fraught sectarian mix of Christians, Druze, Sunni and Shia Mulisms -- this is unsurprising. "Some argue that uncovering the past may stoke up passions and return the country to civil war-type violence," explains Neil Sammonds from Amnesty International's Middle East Programme, who is currently researching a report on the issue of civil war-era mass graves in Lebanon and the golf course area. "Yet the families are requesting truth, not justice, which is something everyone should be able to accept." The club's president Jihad Husseini is adamant that the bodies were buried elsewhere, beyond the tall walls that protect the golfers from the outside world. "What happened by the club is an area that is really a cemetery, which we don't see," he said when asked about the graves. There were mines, there were some rockets and bombs but the Lebanese army helped us remove all these things--Ali Hammoud, greenkeeper "We cannot see that area; it is covered by trees and shrubs. It is an area adjacent to the club and it has nothing to do with the club itself." Husseini's assertion is backed up by the club's general manager Mohammed El Khatib. "It [the mass grave] is not here; it is over there, over that wall," he said, pointing to the eastern wall during a tour of the course in his golf buggy. While the graves will remain totems to Lebanon's past, its future -- with Hezbollah's influence growing -- is far more uncertain. "There is no problem here with 'the neighbors.' They take care of us and they take care of the club," replied El Khatib when asked what Hezbollah made of having a golf course in its own backyard. But his voice lowered as he drove back towards the first tee and the exit. "Please do not say anything about politics. Hezbollah are here in this area, all around us. They have been good to us." Husseini insists that the golf club has always tried to provide respite from the sectarian strife that has split Lebanese society. "During the civil war we had a tough time, but the members of this club are a combination of all parties, sects and religions, and we are like a family," he recalled. Sitting beneath a cloudless sky, the opulence inside its walls could not have been further removed from the images of war and genocide. Started in 1923 by Western diplomats eager for a game, it didn't move to the current site until 1963. Since then it has been building its membership. "We have about 2,900 people using the club now, but this is coming from 900 families," Husseini said in the shade of his large boardroom earlier that morning. Golf -- Husseini explained as he handed over a white Golf Club of Lebanon-branded baseball cap -- is still a tiny sport in the small country. But it's growing, helped by $40 green fees and free lessons. "We are teaching children free of charge in some schools, free lessons in the summer. This year we have more than 95 young people playing. Golf is gaining popularity slowly but surely."
Villanovaforru La società: troppi ostacoli Golf in Marmilla,
il progetto non va più in buca
DAL QUOTIDIANO L'UNIONE SARDA Giovedì 14 ottobre 2010 «In conseguenza del momento storico di grave crisi che tutto il mondo dell'economia sta attraversando intendiamo sospendere l'esecuzione del progetto e bloccare conseguentemente ogni ulteriore spesa». Christian Lenferna De La Motte, amministratore delegato della Monte Concali Spa, con una lettera inviata ai sindaci di Collinas, Lunamatrona e Villanovaforru e a seicento proprietari terrieri, manda in frantumi le speranze dello sviluppo turistico della Marmilla. Svanisce nel nulla il progetto che avrebbe dovuto far arrivare nelle ruvide colline marmillesi appassionati di golf da tutto il mondo. Infatti la cordata internazionale, capitanata dal finanziere irlandese Thomas Kaine e dall'ex amministratore delegato della Fiat Piero Fresco, aveva progettato di realizzare un grande insediamento turistico legato a due campi da golf con trentasei buche ciascuno, servizi di lusso, club house, beauty farm e centinaia di villette nel territorio de Sa Corona Arrubia. Quando nell'autunno del 2005 fu presentato il progetto si disse che i finanziamenti c'erano, si trattava solo di acquisire i terreni, e infatti si era già raggiunto un accordo di massima con i seicento proprietari per l'acquisto dei terreni. Le amministrazioni comunali di Collinas, Lunamatrona e di Villanovaforru speravano nel miracolo, ma ormai è certo che si debba dare l'addio al golf. «Con grande dispiacere abbiamo saputo della decisione della Monte Concali. La realizzazione del progetto avrebbe risolto tanti problemi del nostro territorio», afferma Francesco Cannas sindaco di Collinas, che per sabato alle 18, nei locali del Monte Granatico, ha convocato la popolazione per informarla della decisione della società irlandese. Che qualcosa non andasse per il giusto verso gli amministratori locali lo avevano percepito già da tempo. Preoccupava il fatto che ancora non fosse stata messa nero su bianco la stipula per l'acquisto dei terreni. E per giunta, nei giorni scorsi la dirigenza della Monte Concali, con la sede operativa in piazza Costituzione a Villanovaforru, ha liquidato lo staff dei tecnici.«Nel progetto ci crediamo. Abbiamo fatto di tutto per avvantaggiare la società. Ci siamo impegnati in prima persona per far ottenere tutti gli iter necessari alla Valutazione ambientale strategica», aggiunge il sindaco di Collinas. La speranza ora è che il progetto venga "congelato" in attesa di tempi migliori. Ma nessuno è disposto a crederci.
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AVVERTENZA DEL GAM
Questo Blog ha il massimo rispetto per coloro che praticano il golf e le loro Associazioni.
Noi diciamo STOP a nuovi campi perchè, come hanno sancito la Commissione e la Corte di Giustizia Europea, hanno già fatto troppi danni ambientali. Chiediamo il mantenimento del divieto assoluto di realizzazione all'interno di aree protette e di pregio ambientale. Inoltre il numero di campi esistenti è già oggi eccessivo rispetto a quello dei giocatori.
Sono sempre di più i golfisti che -come si legge nei loro Forum- la pensano esattamente come noi.
Se proprio li volete realizzare a tutti i costi (i nuovi campi) fateli :
-senza soldi pubblici; -attraverso il recupero di zone già degradate
(vecchie cave o ex discariche) ; -senza residence al seguito. Grazie.