giovedì 2 settembre 2010
Si diffonde la coscienza antigolf nel mondo
L'UMORISTA GEORGE CARLIN
CONTRO IL GOLF
una riflessione a tutto campo
California
GOLFISTA MANDA IN FUMO 25 ACRI
intervengono 120 pompieri

martedì 31 agosto 2010
Dopo la condanna per il golf a Is Arenas
incredibilmente i lavori continuano
LA COMMISSIONE AVVIA NUOVA PROCEDURA D'INFRAZIONE
La Commissione Europea ha risposto (nota P-5040/10ES, E5325/10ES del 10 agosto 2010) all’interrogazione prioritaria presentata il 22 giugno 2010 dal deputato catalano Raül Romeva i Rueda, del Gruppo Verdi/A.L.E., riguardo la realizzazione in corso del progetto turistico-edilizio del gruppo immobiliare Is Arenas sulle dune boscate di Is Arenas (Narbolìa – San Vero Milis, OR in Sardegna): la Commissione ha confermato di essere a conoscenza della prosecuzione dei lavori nonostante la condanna da parte della Corte di Giustizia europea (sentenza Sez. IV, 10 giugno 2010, causa C-491/08) e ha già chiesto alle Autorità nazionali italiane che cosa intendano fare per dare esecuzione alla sentenza. In base alla risposta deciderà un eventuale ricorso (art. 260 del Trattato CE) alla Corte di Giustizia europea per ottenere una condanna al pagamento di specifica sanzione pecuniaria determinata dall’inottemperanza alla sentenza.
Difficilmente la prosecuzione dei lavori edilizi sulle coste del Sinis rimarrà senza conseguenze.
La condanna da parte della Corte di Giustizia nei confronti dell’Italia, su ricorso (causa C-491/08) della Commissione europea, è infatti stata determinata dall’avvenuta realizzazione tuttora in corso del progetto turistico-edilizio del gruppo immobiliare Is Arenas sulle dune boscate di Is Arenas (Narbolìa – San Vero Milis, OR) senza l’approvazione di un’adeguata valutazione di incidenza ambientale (necessario ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora, trattandosi di un sito di importanza comunitaria).
Pertanto, il deputato catalano Raül Romeva i Rueda, del Gruppo Verdi/A.L.E., ha presentato il 22 giugno 2010 un’interrogazione prioritaria al Parlamento europeo chiedendo quali iniziative intenda adottare la Commissione europea nei confronti di questa plateale violazione del diritto comunitario e del giudicato della Corte di Giustizia europea (artt. 10, 226 e 238, paragr. 3 del Trattato CE).
Inoltre, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico – che hanno inoltrato i ricorsi alla Commissione europea, decisivi per l’apertura della procedura di infrazione e conducono da anni questa lunga battaglia per la legalità e l’ambiente – hanno provveduto a inoltrare specifiche segnalazioni (24 giugno 2010) dell’avvenuta emanazione della sentenza della Corte di Giustizia alle Procure della Repubblica di Roma, di Cagliari e di Oristano, nonché alla Procura generale della Corte dei conti e alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna riguardo le conseguenze pecuniarie della medesima sentenza. La segnalazione in proposito è stata inoltrata anche al Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare.
Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico e i Verdi europei, grazie all’incessante operato della presidente Monica Frassoni, continueranno a fare quanto possibile perché chi ha sbagliato – e ha comportato un danno ambientale – paghi.
mercoledì 25 agosto 2010
Inchiesta su ALTRAECONOMIA
CAMPI DA GOLF TRA BUCHE E CEMENTO

giovedì 12 agosto 2010
Monte dei Paschi di Siena
LA BANCA CHE PUNTA
SU GOLF E CEMENTO
dal quotidiano Il Fatto

Salsomaggiore, buche e villette
PURE PER LA FEDERAZIONE GOLF
TROPPE RESIDENZE
dal comune ai paradisi fiscali

La girandola societaria era solo all’inizio perché nel frattempo il golf stentava ad andare in buca. Per salvarlo e rilanciarlo nel 2006 s’iniziò a parlare di una società olandese come possibile nuova concessionaria. Si chiamava Tailor Made International, una società dal nome promettente visto la somiglianza con la Taylor Made, ditta leader nelle attrezzature per golf. Non erano però la stessa cosa tant’è che tra il 2007 e il 2008 la candidata a salvare il golf di Salsomaggiore iniziò a navigare in cattive acque. Rovescio dei destini legati a progetti simili a quello di Salsomaggiore, uno spagnolo (La Cigoena) e uno in Francia (Le castel) bloccata dal consiglio di Stato. La Tailor Made International group fallì. Restò in piedi solo la Tailor Made Italia, con sede a Genova, riconducibile alle stesse persone che ruotavano attorno alle precedenti società. Nel 2006 il Comune trasferì la convenzione alla Conopri srl di Genova, una società che secondo l’interrogazione di Corradi sarebbe controllata da un’altra società, sempre con sede a Genova. Risalendo con le visure camerali a ritroso nelle storie delle società coinvolte, infatti, i nomi che ricorrono sono sempre gli stessi. La Conopri l’anno successivo acquisì il 95% della Salsomaggiore Golf spa (Il bilancio della Conopri), associazione sportiva dilettantistica per 119mila euro. A maggio del 2008, infine, la Salsomaggiore Golf and Country Club, che dal ’93 raccoglieva i soci e gestiva l’a ttività sportiva, venne sciolta (Il verbale di cessazione). In campo resta, quindi, solo la Conopri che comincia la trattativa con il Comune, quella tanto discussa negli ultimi mesi e che ha come “pilastro” un pre-accordo deliberato a ottobre. In sostanza si prevede la vendita dell’area alla Conopri, la quale s’impegna a rilanciare il golf in cambio della realizzazione di alcuni immobili, tra cui 101 unità immobiliari. Le casette sono già in vendita, reclamizzate a partire da giugno su un sitoInternet, ma la variante urbanistica che ne autorizza la costruzione non esiste ancora. Sta rimbalzando tra Comune e Provincia, oggetto di una interrogazione provinciale dell’ex assessore all’Urbanistica di Salsomaggiore, oggi consigliere provinciale indipendente, Paola Mecarelli. “Paesaggisticamente quel progetto è uno scempio – commenta – perché quell’area presenta delle criticità idro-geologiche e perché non è certo costruendo dei piccoli condominii che si salva una struttura sportiva. E poi l’alienazione dei terreni a che cifra avviene? Li valutano come agricoli o tenendo conto dell’indice di edificabilità del pre-accordo che non è valido senza la variante urbanistica? Io non credo che questa sia la strada giusta per valorizzare il territorio, anzi…”. Alle sue perplessità e a quelle di Corradi – “L’area è costata al Comune un milione di euro e vi sono realizzate opere per altri 4 milioni di euro, chi la compra invece ne verserebbe solo un milione e 800mila, acquisendo anche il diritto a costruire 101 casette” - si uniscono quelle della Federazione Italiana Golf: un suo rappresentante ha infatti preso carta e penna (Il testo della lettera), mostrando più di un dubbio sulla realizzazione delle villette nel campo da golf. Troppe e troppo vicine alle buche metterebbero a rischio l’idoneità stessa del campo da gioco.
Articolo di Stefania Parmeggiani.
mercoledì 11 agosto 2010
Sarcastico intervento di Italia Nostra
CONTRO IL GOLF A TRAPPITELLO
opposizione ambientalista in Sicilia
ma i lavori sono in corso

L'interrogazione di Nello Musumeci
"LA DESTRA" CONTRO IL GOLF A IS ARENAS
per Nello Musumeci "dune distrutte"


INTERROGAZIONE SCRITTA E-7001/08
Oggetto: Distruzione delle dune di Is Arenas (Sardegna)
Le dune di Is Arenas, ubicate nel Comune di Narbolia (Sardegna), tra le ultime rimaste in Europa, rischiano di essere spazzate via dalla costruzione di un villaggio turistico e di un campo da golf.
Qualora l’impianto turistico in questione venisse davvero realizzato, assisteremmo nuovamente allo sfregio di un tesoro naturale del Mediterraneo – catalogato peraltro dalla Commissione europea come “sito di importanza comunitaria” (Sic) – con il conseguente rischio di perdere rare specie animali e floreali che caratterizzano le dune e le spiagge di Is Arenas.
L’interrogante è al corrente del fatto che la Commissione ha adito la Corte di giustizia delle Comunità europee al fine di denunciare l’Italia per la violazione della direttiva 92/43/CEE (1) relativa alla conservazione degli habitat della flora e fauna selvatiche.
1. Può dire la Commissione se vi sono altri casi di deturpazione di siti di importanza comunitaria in Italia portati davanti alla Corte europea di giustizia?
2. Ritiene essa opportuno creare uno speciale corpo europeo, alla diretta dipendenza della Commissione, avente lo scopo di vigilare sulle zone “Sic” e di proteggerle da eventuali irreparabili danni conseguenti all’irresponsabile attività dell’uomo?
(1)GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.
Si possono citare, ad esempio, due sentenze del 2007 pronunciate dalla CGCE nei confronti dell’Italia nelle cause C-304/05 (infrastrutture sciistiche a Santa Caterina Valfurva, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio) e C-388/05 (infrastrutture industriali a Manfredonia, Puglia). Entrambe le cause riguardano progetti situati all’interno di siti Natura 2000 che erano stati autorizzati dalle autorità italiane in violazione della normativa comunitaria in materia di tutela della natura. I relativi procedimenti ex articolo 228 del Trattato CE sono tuttora in corso e saranno portati avanti fino alla piena e integrale esecuzione delle sentenze della Corte.
Il Trattato CE affida alla Commissione il ruolo di “Custode del Trattato” ed è in tale veste che la Commissione avvia i procedimenti d’infrazione nei confronti di Stati membri quando, fra l’altro, viene ignorato l’obbligo di evitare la deturpazione dei siti Natura 2000 (obbligo prescritto dalle direttive di cui sopra). Tuttavia, ai sensi della normativa europea in materia di tutela della natura, così come in tutti gli altri settori del diritto comunitario, è principalmente responsabilità degli Stati membri garantire la corretta applicazione della legge, che in questo caso prevede la sorveglianza dello stato di conservazione delle specie e degli habitat protetti, nonché il dovere di fornire un livello di tutela adeguata dei SIC.
Ciò premesso, non è al momento prevista l’istituzione di un speciale organismo europeo posto sotto la responsabilità della Commissione, con il compito di monitorare gli SCI in Europa e garantirne la tutela contro i danni derivanti dalle attività umane.
(1)GU L 103 del 25.4.1979.(2)GU L 206 del 22.7.1992.
Vittoria dei cittadini e del GAM
BLOCCATO IL CAMPO DA GOLF
Il consiglio comunale di San Zeno
boccia il progetto di Lumini

L'assenza dell'intero gruppo di minoranza è apparso un chiaro segnale di dissenso sulle deliberazioni in esame. L'ex vicesindaco Piergiorgio Schena non rilascia dichiarazioni. E nel giro di un'ora, la nuova amministrazione ha rispedito al mittente in Regione, con osservazioni al piano d'area Baldo-Garda, il progetto del golf di Lumini; ha chiesto di stralciare la nuova strada prevista dal piano d'area, che da Rivoli arriverebbe a Torri passando da Caprino, Costermano e San Zeno; ha inoltre chiesto venga inserito nel piano d'area «il rinnovo degli impianti di risalita Prada-Costabella». E come colpo finale, ha bocciato il piano urbanistico attuativo di espansione edilizia di località Perare, (alle spalle del campo sportivo), approvato dalla precedente giunta comunale, in cui è prevista la costruzione di 70-80 appartamenti per circa 18 mila metri cubi.
«Con minimo 120 nuovi abitanti presunti, pari al 10 per cento della popolazione di San Zeno», ha precisato il sindaco Graziella Finotti. Una espansione edilizia che si trascina dall'anno scorso e per cui la ditta lottizzante ha fatto ricorso al Tar, che ha intimato il 30 giugno all'amministrazione di pronunicarsi sull'approvazione o meno del Pua entro 30 giorni. Da qui l'urgenza nella convocazione del Consiglio.
Nella deliberazione figura il dettaglio della mancata adozione del piano di lottizzazione. «Le opere di urbanizzazione sull'area sono carenti e vi sono serie difficoltà d'accesso... in parte su area di proprietà comunale e in parte su proprietà privata di terzi che non partecipano al piano attuattivo…» . «Con deliberazione del 25 marzo 2009, la giunta ha adottato il Piano urbanistico attuativo, con uno schema di convenzione che impegnava i privati ad assumere la realizzazione delle opere esterne all'area di lottizzazione, consistenti in allargamento della strada d'accesso, realizzazione di marciapiedi...».
La relazione prosegue: «Poco prima dell'adozione del Pua, il soggetto terzo che avrebbe dovuto cedere parte delle aree necessarie per l' accesso, ha comunicato di non aver concordato alcuna cessione con i lottizzanti. Inoltre il 17 giugno 2009, la Soprintendenza ai Beni ambientali, ha evidenziato criticità» per «l'alto valore paesaggistico…».
«A marzo 2010», continua la deliberazione, «la ditta lottizzante ha presentato un atto con cui si impegnava a realizzare le opere di urbanizzazione esterne all'ambito, ma non forniva la dimostrazione di essere in possesso della disponibilità giuridica delle aree sulle quali doveva essere realizzata la viabilità d'accesso… nel dicembre 2009, i lottizzanti hanno chiesto all'amministrazione di sottoporre al voto del Consiglio comunale il pua; l'amministrazione ha comunicato che il piano non poteva essere approvato senza il rispetto delle previsioni... della giunta così i proprietari hanno proposto ricorso al Tar, chiedendo al tribunale che ordinasse al comune di pronunciarsi sul Pua di località Perare». Il Tribunale amministrativo regionale il 30 giugno ha chiesto al Comune di pronunciarsi.
Il Consiglio comunale ha risposto di ritenere che il piano non possa essere approvato e invitato la giunta comunale a verificare se sussistano profili di illegittimità nel provvedimento di adozione del Piano attuativo.
martedì 10 agosto 2010
Espana: Palma de Mallorca
GOLF PLAYA DE MURO
EN LA ZONA PROTEGIDA
Scontro tra ambiente e Golf
Medio ambiente abre un expediente contra la promotora Golf Playa por invadir la zona ZEPA en la construcción del golf
El departamento autonómico advierte que el expediente sancionador puede derivar en la paralización cautelar de las obras

La Conselleria de Medio Ambiente y Movilidad ha abierto un expediente sancionador a la promotora Golf Playa de Muro, que este lunes reanudó las obras de excavación para la construcción del campo de golf de Son Bosc, al comprobar que los trabajos se están realizando en el interior de la zona protegida declarada como Zona de Especial Interés para las Aves (ZEPA).
La promotora inició las obras del campo de golf de una vez finalizada la moratoria para el anidamiento de los abejarucos, que le obligaron a interrumpir los trabajos durante cuatro meses, entre abril y julio, en cumplimiento de dicha moratoria, establecida para evitar la perturbación durante el período de anidamiento de esta especie en la zona.
Sin embargo, la Conselleria de Medio Ambiente ha informado en un comunicado que agentes medioambientales han detectado que las obras de excavación se están llevando a cabo en el interior de la ZEPA, declaración proteccionista aprobada en Consell de Govern el pasado 9 de julio con el fin de impedir la construcción del campo de golf.

Los agentes han levantado el acta para hacer constar que la promotora Playa Golf está desarrollando obras de maquinaria pesada en el interior de la ZEPA, lo que está dañando seriamente el hábitat protegido, informa la nota del Govern.
En este sentido, desde el departamento autonómico avisan que el expediente sancionador podría derivar en la paralización cautelar de las obras y con las sanciones pertinentes. La Conselleria recuerda que las obras sólo se pueden llevar a cabo en el exterior de la zona delimitada como ZEPA.
Sin embargo, la promotora sostiene que la clasificación como ZEPA no es incompatible con la ejecución del proyecto.
YOUR SIGNATURE TU SAVE SON BOSC
FIRMA ANCHE TU PER SON BOSC PARCO NATURALE
QUI:
http://www.gobmallorca.com/sonbosc/sonbosceng.html
RTV MALLORCA

